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Medico chirurgo, Specialista in Psichiatria.
Psicoterapeuta.
Iscritto all'Albo dei Periti e dei Consulenti del Tribunale di Lodi.

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    22/11/14 - GRUPPO ESPRESSIONE

    In un Istituto di Lodi sta per avere inizio il Gruppo Espressione, per una classe di doposcuola di II Media.

    Ecco il volantino.

     

    GRUPPO ESPRESSIONE


    Si tratta di un gruppo settimanale, nel primo pomeriggio del giovedì, destinato ad una classe di II Media del Doposcuola.
    Nel corso delle riunioni, a cui parteciperà tutto il gruppo, si proporrà un lavoro mediato da diverse tecniche espressive, che cercheranno di incoraggiare per i ragazzi la libera espressione di sè, prestandosi ad eseguire le diverse attività proposte dal conduttore.
    Tutto quello che si produrrà - si tratti di video, foto, composizioni di vario genere - cercherà sempre di orientare l'attenzione su se stessi, sul proprio corpo, sul proprio “esser lì” in quel momento. Si utilizzeranno strumenti come la fotocamera, il video, il disegno, il collage e altro.
    Ogni incontro sarà suddiviso in due porzioni: la prima di esecuzione della tecnica proposta, la seconda di presentazione degli elaborati (che saranno volta per volta individuali o in gruppo) e discussione, in un clima di condivisione e scambio.
    Se le circostanze lo permetteranno sarà possibile coinvolgere in vario modo anche le famiglie, con le quali ci si propone una restituzione finale del lavoro svolto.


    Tra gli scopi del Gruppo Espressione:

    • Sviluppare con i ragazzi uno spazio di riflessione originale e creativa su se stessi, nel momento di grande cambiamento della prima adolescenza, nel quale è cruciale mantenere il dialogo, e nel quale il mondo dei grandi deve essere in grado di ascoltare e prestare attenzione ai modi particolari di comunicare dei ragazzi, così da non perdere nel futuro attendibilità ed autorevolezza.
    • Dare attenzione specifica al discorso su se stessi, in questi anni estremamente diffuso e sentito: si pensi alla partecipazione sul social network, nel quale ognuno disegna e definisce un profilo personale che è frutto di diversi modi di sentire e descrivere se stesso ed il proprio ideale di sè, le proprie paure e le proprie aspirazioni. L’importanza di “esserci”, di appartenere (ad un gruppo, ad un modello), spinge i giovani e i giovanissimi, e non solo loro, all’incessante produzione di immagini di sè, dal profilo personale al selfie. Su tutto questo, su quanto si può trovare sotto la superficie dell'immagine, si potrà lavorare, facendone uno spazio dotato di un significato e di un valore, non più o non solo privato, ma anche condivisibile con gli altri, 
    • Conferire continuità e stabilità ad uno spazio, come quello del Doposcuola, che rischia di essere sentito solo come luogo in cui attendere i genitori o in cui svolgere i compiti scolastici; in esso esiste comunque una serie di interazioni (con gli altri ragazzi, con gli insegnanti, con il proprio senso di sė) che meritano di essere colte e seguite.

    In questo modo i diversi componenti del gruppo-classe, che ha comunque una propria stabilità e vita di relazione, possono riuscire a sentire se stessi come un insieme vivo e produttivo, denso di relazioni, piuttosto che una massa indistinta di individui che si ritrovano nella stessa aula, ogni giorno, a svolgere ognuno, più o meno solo, i propri compiti di scuola.