Forse, diversamente dagli altri personaggi di cui ho parlato nel blog in precedenza, in questa occasione il processo della crescita e della definizione di sé non è proprio indolore o facile.
Il film di cui parlo – Il Grinta, 2009, diretto dai fratelli Coen – è la seconda versione cinematografica di un romanzo di Charles Portis.
La prima versione venne realizzata nel 1969, e vedeva nel ruolo di protagonista John Wayne in uno dei suoi ultimi ruoli. Si trattava – per quanto ricordo - di un film molto diverso, meno percorso da temi interiori e con un simbolismo meno accentuato di questo True Grit del 2009.
Se il primo era un film sul crepuscolo di un gigante e di un mondo, questo è piuttosto il racconto di una crescita, di un patto fedelmente rispettato.
La dodicenne Mattie convince il vecchio e sgangherato pistolero, bounty killer ormai in disarmo, ad accompagnarla alla caccia dell'uomo che ha ucciso suo padre. L'inseguimento in terre inesplorate è anche un viaggio agli Inferi; la ricerca dell'assassino diventa per Mattie la scoperta del varco verso la propria vita adulta e per il Grinta la scoperta di uno sconosciuto sguardo paterno.
Quando la ragazzina attraversa da sola, a cavallo, il fiume impetuoso, il Grinta la osserva, colpito e preoccupato, e in fondo curioso per quanto sta provando. Da quel punto, in una terra invernale desolata nella natura e negli uomini, comincia anche a costruirsi la sconosciuta sollecitudine paterna del vecchio pistolero.
E' un rapporto che affronta la violenza ed il dolore, fino a comprendere che questo non può essere cancellato e che la vendetta è una questione troppo delicata da maneggiare. Mattie sfiora lei stessa la morte, ed è il vecchio pistolero a riportarla alla superficie della vita.
Anni dopo sarà lei, ormai donna, segnata da quell'avventura non solo da una mutilazione - la perdita di un braccio -, che darà sepoltura al Grinta, togliendolo dal mondo delle fiabe e della leggenda (il Wild West Show, dove incontra Cole Younger, eroe leggendario del West) per dargli spazio e riposo nella memoria privata del cimitero sulla collina (altro luogo tipico del Vecchio West).

E' un film interessante e vivace, malgrado sia gravato dalla brutalità e dalla violenza, nel quale vediamo come uno sguardo protettivo permette di crescere, superando la distruttività e la morte.