È recentemente scomparso Michel Brault, all'età di 85 anni. Era stato una grande fotografo e operatore cinematografico canadese, documentarista, padre del cinéma verité.
Lo conoscevo soprattutto per la sua partecipazione, come operatore alla macchina ed autore, alla lavorazione e creazione di Chronique d'une été, girato nel 1961 da Jean Rouch e Edgar Morin. Si tratta di un documento cinematografico folgorante, che riflette perfettamente il clima culturale di ricerca e curiosità che permeava quegli anni e ne ispirò i protagonisti. Il gruppo degli autori si poneva la questione se fosse possibile essere spontanei di fronte alla macchina da presa, e se la realtà potesse essere effettivamente documentata e registrata.
Con la macchina a spalla, portata da Brault, gli autori effettuarono alcune interviste ai passanti sugli Champs Elysées di Parigi ponendo una domanda sola:"Lei è felice?”. Credo che questa sia un’immagine estremamente rappresentativa e anche divertente del clima culturale e dell’entusiasmo di quegli anni.
In quel clima si mescolavano creatività, comunicazione, sviluppo tecnologico, e gli orizzonti si aprivano.
Da questo, alla lontana ma non troppo, potevano apparire possibili anche le sperimentazioni in psichiatria e nel rapporto con gli utenti.


Il tema della spontaneità, quello del valore dell’attenzione per ogni individuo, e del perdere alcune rigidezze (ma non di quella del proprio senso di sé) sono molto vicini a quanto si può fare in modo particolare nella psicoterapia mediata dal video: la possibilità di osservare se stessi, evocando e percorrendo il proprio mondo emotivo, nasce anche da quello spirito pionieristico nell'uso dell'immagine.
Nei necrologi di Brault era riportata una sua riflessione:“Io non so che cosa sia la verità.Noi non possiamo pensare di crearla con una macchina da presa. Ma quello che possiamo fare è rivelare qualcosa a chi guarda, che permetta loro di creare la loro propria verità”.

Mi sembrano pensieri molto vicini a quanto si fa in una terapia: mettere la persona nella condizione rassicurata e fiduciosa di avvicinarsi ad una propria verità.