La Televisione, il cinema, la musica mostrano ripetutamente immagini e rappresentazioni delle relazioni, soprattutto all'interno delle famiglie, costruendo infinite variazioni sul tema del rapporto tra le persone e che sperimentano la vicinanza, l'amore, la crescita, il distacco.
Questo finisce per plasmare, nel bene e nel male, i modelli di riferimento culturale e in fondo anche di comportamento.

 

 

 

She's leaving home, bye bye


Erano gli anni Sessanta, quelli in cui Bob Dylan raccomandava "Non credete a nessuno che abbia più di 30 anni", e in cui gli Who cantavano "spero di morire prima di diventare vecchio", allorché i Beatles pensarono bene di presentare nel loro album Sgt Pepper's lonely hearts club band una canzone sorprendente, così da sconvolgere gli equilibri del sentire comune giovanile.

She's leaving home è una canzone sommessa, nella quale non compaiono chitarre o batteria ma un quartetto d'archi; ci parla di una ragazza, che nelle prime ore di un mercoledì mattina si prepara a fuggire da casa, "lasciando un appunto che sperava potesse dire di più"; scende in cucina, apre silenziosamente la porta di casa, "and she's gone". 
Fin qui, tutto quasi normale, poteva sembrare il consueto racconto di una rivolta, di una ricerca di sé andando a caccia del mondo. 
Poco dopo, però, sentiamo la voce dei genitori, un piccolo coro che ci offre un altro punto di vista: "Le abbiamo dato la maggior parte della nostra vita/ abbiamo sacrificato la grande parte della nostra vita/ le abbiamo comprato tutto quello che il denaro poteva comprare./ Lei sta lasciando casa sua, dopo aver vissuto sola per tanti anni". 
Ci troviamo qui nel reale centro poetico della canzone: il montaggioospeso nella casetta inglese di due scene - la ragazza che se ne va in segreto da casa, ad incontrare un uomo che aveva conosciuto e che la porterà chissà dove, e i genitori che sentono di avere fatto il possibile sapendo comunque che non era abbastanza - ci racconta della difficoltà di parlarsi e di ascoltarsi, ma anche della inevitabilità del separarsi. E finisce delicatamente, in modo forse rassegnato: "she's leaving home, bye bye". 

Il coro dei genitori venne anche definito, in seguito, "il coro greco", e questa definizione non è casuale nè inappropriata. Come nelle tragedie greche, il coro osserva e commenta, stando in qualche modo all'esterno dell'azione. Ci veniva suggerito da Lennon un altro punto di vista, con coraggio e lucidità: al di là della rivolta e di ogni contestazione, ognuno può avere le proprie ragioni, e può soffrire anche se non lo dà a vedere. I genitori della canzone sentono emotivamente quello che sta succedendo, stanno accettando  il distacco e l'inevitabilità (in qualche modo tragica, traumatica) della separazione dalla figlia.
Un tempo tendevo più ad identificarmi nella ragazza e nella rabbia che la faceva andare via; oggi, molti anni dopo, tendo di più a capire i genitori, a pensare che forse essi, nella loro stanza, sappiano che cosa sta succedendo, e lo lascino accadere perché non può andare che così. 
Nella costruzione di questo clima, in cui non c'è rabbia e non c'è rivolta, Lennon e gli altri si dimostrano davvero grandissimi, fuori dal tempo nel descrivere la realtà universale e senza tempo del dolore e del distacco.